Vania e le (troppe) altre

Un anno è già trascorso dall’assassinio di Vania Vannucchi. Si è concluso il processo e un capitolo si è aggiunto al la lunga serie di femminicidi che devasta il nostro Paese, i nostri legami sociali, le nostre relazioni familiari e di amicizia.
Il nostro sdegno è ancora totale come la solidarietà alle famiglie delle persone coinvolte. Uno sdegno che non si arrende, si traduce in impegno costante contro la violenza sulle donne, con le associazioni, le istituzioni, i servizi, le persone per far crescere una cultura di rispetto e non di possesso, ed oggi lascia spazio al ricordo di lei e di tutte le donne uccise a Lucca per il solo fatto di essere donne. La panchina rossa, listata a lutto, significa per noi tutto questo: ricordo, vicinanza, impegno.

La Città delle Donne

con l’adesione dell’Assessorato alle Politiche di Genere del Comune di Lucca e della Commissione Pari Opportunità comunale

Riprendiamo parte di una riflessione di Ilaria Sabbatini dal suo blog, dove lo scorso anno ha scritto parole ancora attuali. “È un problema culturale, diciamo sempre. Ma avete pensato a cosa davvero significa “problema culturale”? Significa che c’è un filo sottile che collega l’omicidio all’umiliazione, all’offesa, alla mortificazione. Significa che c’è un filo sottile che congiunge l’omicidio e le pubblicità a contenuto violento e sessista. Gli esempi potrebbero continuare a lungo. Avete mai pensato agli uomini che mettono a tacere la compagna dandole della troia mentre niente di quello che ruota intorno alla sessualità maschile può essere considerato allo stesso livello offensivo? Gli uomini non sono violenti per natura così come le donne non nascono predestinate a subire. Sono scelte. Ma non scelte improvvise e improvvisate: sono scelte che si fanno ogni giorno, un’occasione dopo l’altra. La violenza va riconosciuta prima di tutto in sé stessi per smantellare collettivamente la palude di luoghi comuni e sottovalutazioni in cui ci siamo arenati. Offendere è violenza, picchiare è violenza, schiaffeggiare è violenza, umiliare è violenza, minacciare è violenza, mortificare è violenza, impaurire è violenza, perseguitare è violenza, isolare è violenza, opprimere è violenza, ricattare è violenza. Bisogna dire a tutte le donne senza eccezioni: se lui supera il limite denuncialo, non ti fare scrupoli, chiama nessun’altra può farlo al posto tuo. (omissis) Sta proprio succedendo a te, anche se non riesci a capacitarti. E non devi essere sola perché i centri anti violenza sono stati pensati per te. Questo hanno bisogno di sentirsi dire le donne: che non devono più preoccuparsi di salvare le apparenze e che hanno una via d’uscita reale. Mio marito mi ha comprato uno spray pepper rosa. (omissis) Non ha paura per me, ha paura perché io non ho paura. Allora mi sono seduta, l’ho guardato e gli ho detto che avrei dovuto avere paura di lui. Le donne non vengono uccise da estranei, vengono uccise da quelli che conoscono bene. È questa la conseguenza del clima in cui viviamo: tenere d’occhio la persona che ami, a cui affideresti la tua vita, e chiederti se lui è diverso, se lui supererebbe il limite. Certo che è diverso – ti dici – sennò non lo ameresti mica! Ma poi ti accorgi che tutte le donne colpite dalla violenza maschile pensavano più o meno lo stesso.”

per denunciare o avere informazioni chiama il numero nazionale antiviolenza  1522   o  Associazione Luna onlus – centro antiviolenza a Lucca    0583 997928

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Non la solita panchina

Una semplice testimonianza per ribadire che la piazza san Salvatore, con la sua panchina rossa, è importante per i lucchesi. La panchina è stata collocata dall’amministrazione comunale  nel novembre scorso e segnala col suo rosso acceso, che la nostra è una comunità che lotta contro la violenza sulle donne. E lo si è  dimostrato con percorsi di formazione ed educazione, cercando di sensibilizzare con il teatro, di informare con convegni e seminari, di accogliere e proteggere con il sostegno concreto ai centri antiviolenza. con un impegno costante e meticoloso.

Alcuni giorni fa questa panchina, non una panchina qualunque, è stata rovesciata ed è stato, simbolicamente, come se il percorso di crescita della nostra comunità verso una cultura non violenta, più rispettosa ed accogliente per tutti e per le donne in particolare, avesse avuto una battuta d’arresto.

La Città delle Donne questo pomeriggio intorno alla panchina ha voluto animare la piazza con brani poesie ma soprattutto con l’essere lì insieme, a dire che il gesto di pochi deve essere condannato, a evidenziare l’importanza dei simboli come una panchina dipinta, e dei luoghi per agire una cultura diversa proprio a ri-partire da oggi, 25 aprile: non un giorno qualunque.

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“Poteva succedere anche a me?” Incontri sulla violenza di genere

il prossimo 7 dicembre ci incontreremo per un Adidas High Tops White a nuova tappa del percorso “poteva succedere anche a me?”. Discuteremo insieme Lazio Kits Fifa 16 degli indicatori utili a percepire situazioni di violenza di genere.

L’intuizione di amici, parenti, colleghi di lavoro, persone vicine è sicuramente importante per far emergere gli episodi di violenza che le donne subiscono e denunciarli.

Con Daniela Caselli, presidente dell’associazione Luna, cercheremo di sviluppare questo tema di comprendere quali sono gli strumenti che consentono, nel nostro territorio, di affrontare e arginare il femminicidio.

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NON UNA DI MENO: Roma 26 novembre 2016

È stata una giornata coinvolgente come non accadeva da tempo. Ritrovarsi insieme, con tante donne e tanti uomini, di generazioni e esperienze diverse ci ha restituito nuove speranze e energie gioiose. Un bel modo per ricordare una ricorrenza che felice non lo è affatto.

Di questo vogliamo ringraziare tutti i gruppi, i collettivi e le associazioni di donne che hanno promosso la manifestazione, le donne che hanno organizzato e partecipato e quelle che erano in piazza col pensiero e col cuore anche se non fisicamente. Un ringraziamento anche ai moltissimi uomini, una presenza importante nella quantità e significativa per il messaggio di condivisione che comunica: cambieremo insieme, camminiamo al vostro fianco oggi e lavoreremo con voi ogni giorno perché discriminazione e violenza siano abbattuti.

in allegato l’articolo uscito su “la Stampa” con l’immagine delle sagome di donna ideate dall’associazione Luna, una è portata dalla nostra Michela Panigada

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poteva succedere anche a me: “machismo” e maschilismo nella violenza di genere

Eccoci al terzo appuntamento Jordan 18.5 del percorso di incontri “poteva succedere anche a me” nato nello scorso agosto per riflettere sulla violenza che troppo spesso lega i rapporti tra uomini e donne. Martedì 8 novembre, sempre alle 18,00, affronteremo il tema della violenza legandolo alla cultura del machismo ed ai comportamenti maschilisti che ancora trovano largo spazio e cultura nella nostra quotidianità sia verso le donne che verso gli  uomini. Ad introdurre Marco Vignolo, scrittore e saggista.

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violenza di genere: il profilo penale

Dopo l’incontro organizzato lo scorso 8 agosto,“poteva succedere anche a me”, il tema della violenza sulle donne viene proposto nuovamente al confronto sullo specifico del profilo penale che lo caratterizza.

Si svolgerà a palazzo ducale il prossimo venerdì 23 settembre alle ore 18,00 in sala Maria Luisa organizzato da La Città delle Donne in collaborazione con l’Ufficio Pari Opportunità della Provincia.

Quello della repressione è un aspetto emerso con forza nel dibattito e con contrastanti punti di vista – dicono le organizzatrici – lo riprendiamo attraverso la competenza dell’avv. Lodovica Giorgi che si è resa disponibile ad introdurre questo incontro.”

Un’altra occasione di confronto aperto ed informale che l’associazione La Città delle Donne vuole offrire a uomini e donne per approfondire, continuare la riflessione e condividerla, per ricercare nei comportamenti, nelle informazioni, nel sentire di ciascuno non ma soluzione, ma l’idea che insieme possiamo continuare un percorso di cambiamento verso una cultura di maggiore rispetto.

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Femminicidio: poteva succedere anche a me?

L’uccisione di Vania Vanucchi ci sconvolge e aggiunge un’altra vittima all’elenco delle dodici donne uccise a Lucca dal 2009 ad oggi per violenza di genere. Vogliamo parlarne? La Città delle Donne lunedì 8 agosto dalle 18,00 organizza l’incontro “Poteva succedere anche a me?” a Lucca all’ostello San Frediano.

poteva succedere anche a me?

Un luogo in cui uomini e donne si incontrano per condannare l’orrore, raccontare le emozioni, condividere le riflessioni e in parte informarsi su quanto si può fare e si sta facendo perchè tutto questo non accada.

Che nella nostra provincia il problema della violenza in famiglia sia reale lo dimostrano i dati dell’ultimo rapporto regionale sulla violenza di genere – dicono le organizzatrici – che indicano nella Asl di Lucca una delle aree toscane di maggiore accesso ai servizi del codice rosa, il percorso di pronto soccorso specifico per i casi di violenza, 746 negli ultimi due anni.”

Per rendere visibile la vicinanza alla famiglia si potrà costruire un fiore di carta che formerà un cuscino per Vania. “E’ un piccolo segno ma indica la partecipazione e la condivisione di questo lutto e l’impegno comune a costruire una cultura di rispetto e non di possesso.”

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